Pop-up (non raccontiamo solo favole)

 

«POP UP» e tutti pensereste a quei riquadri (o finestre) non sempre graditissimi, che compaiono automaticamente mentre navighiamo su internet per attirare l'attenzione dell'utente.

Altri penseranno invece ad un libro animato, “tridimensionale” con finalità didattiche, mnemoniche o ludiche che includono dispositivi meccanici o paratestuali, che richiedono e sollecitano l'interazione del lettore.

Spesso tali libri animati, per la loro forma accattivante, sono libri ideati per bambini, ma in realtà esistono prodotti editoriali di questo tipo di grandissimo pregio che hanno un target adulto per illustrare ad esempio i classici della letteratura o creare rappresentazioni materiali di opere architettoniche.

 

A quale accezione ci stiamo riferendo?

«Al “pop-up” pubblicitario» diranno i miei venticinque lettori (cit. Alessandro Manzoni, “I promessi sposi”).

No, stavolta vogliamo riferirci alla seconda accezione del termine. (Occorre stupire il cliente. Altra citazione)

 

Nella sua forma più evoluta, una pagina di un libro a pop-up ricorda un “origami”.

Alcuni libri animati sono creati a partire da vari elementi cartacei illustrati incastrati sapientemente tra loro che "saltano fuori" aprendo il libro, sfruttando le tensioni che creano i punti di ancoraggio alle pagine.

Alcuni libri animati abbinano agli elementi pop-up anche elementi semovibili, che permettono al lettore una forma più elaborata di interattività: tirando alcune linguette predisposte gli elementi sulla pagina si muovono mostrando o celando le figure.

La magia dei libri a tre dimensioni, in cui le pagine si sollevano per creare vere e proprie sculture, non finiscono mai di stupire.

Non solo per i bambini, ma per gli adulti che non hanno scordato di essere stati bambini (altra cit. Antoine de Saint-Exupéry). Però ora mi fermo con le citazioni.

 

A realizzarli sono quelli che, in gergo anglosassone, si chiamano paper engineer, letteralmente “ingegneri della carta”, oppure con un termine meno nobile, cartotecnici.

In Italia non ce ne sono ancora molti.

«Un libro pop up» ci spiega Massimo Missiroli, bancario part-time, appassionato collezionista di questo tipo di libri (ne ha oltre 3.000, in particolare quelli antichi!) e cartotecnico per passione «è composto in media da 6 doppie pagine. Si tratta di libri molto costosi da produrre».

 

Ma come si fa a realizzare queste sculture di carta con figure che si possono animare?

«Bisogna prima immaginarsi come poter costruire le figure e le pieghe e gli incastri che permetteranno alla carta di sollevarsi dalle pagine» ci spiega ancora Missiroli. «In questo è importante avere una visione fotografica e anche cinematografica. Anche in un’epoca così ipertecnologica anche il computer deve accettare di buon grado di non poter essere in grado di realizzare un pop-up».

Il prototipo di un libro va sempre costruito a mano, con cartoncino, forbici e colla.

 

Ci sono una serie di meccanismi di base per dare forma alla carta. Come il “lift the flap” ovvero “alza e scopri”; con figure coperte da un’aletta.

I pop up veri e propri formano una struttura tridimensionale una volta che la pagina si apre.

Ma non ci solo solo i "pop up".

Poi ci sono i “peep show” sono disegni su vari piani (da sei a dieci) con la cornice della stessa dimensione ma con la figura al loro interno che si rimpicciolisce progressivamente; sono collegati tra loro come una specie di fisarmonica con un buco in mezzo.

Poi ci sono i “carousel” che aprendosi si trasformano in una specie di giostra da legare con un nastrino.

 I “multiple layer” sono immagini ritagliate in modo tale che quando si aprono figure e oggetti vengono in rilievo in rilievo su vari piani. Ideali per fiabe per i piccoli, magie astratte per ogni età, versioni tridimensionali della saga di Harry Potter o di Star Wars, del “Il piccolo principe” o di “La fabbrica di cioccolato” di Roald Dahl.  

Ma abbiamo già detto che il pop up non è utilizzato solo nei libri per bambini e ragazzi.

Il gruppo inglese dei Coldplay ne ha inserito uno all'interno di un loro cd.

Lo stilista Kenzo ha voluto un pop up (proprio di Massimo Missiroli) all'interno di un volume celebrativo fotografico della sua maison.

 

I primi libri per bambini con parti che si sollevavano o che potevano comporsi tra di loro (per esempio per cambiare abito a una bambola) furono stampati in Inghilterra nella prima metà del 1800.

Il primo libro tridimensionale vero e proprio è del 1864, e si intitolava “Little Red Riding Hood” (Cappuccetto Rosso): tirando un nastro collocato sul cartoncino su cui era disegnato lo sfondo si venivano a sollevare altri tre piani con disegni diversi così da creare l’effetto di una scena con una profondità di campo, sui vari livelli.

Ma fu in Germania che nacquero i libri meccanici più complessi e scenografici.

Un vero genio della carta fu Lothar Meggendorfer (1847-1925). Le sue opere erano scenari su cui una serie di personaggi attraverso un meccanismo di molle e levette compivano anche sei movimenti contemporaneamente.

 

 

Ci sono poi libri che propongono un'elaborazione grafica di figure geometriche nello spazio (clikka qui)

Per gli amanti delle grandi opere architettoniche è stato pubblicato un libro edito da Rizzoli ed illustrato da Anton Radevski, illustratore cartotecnico bulgaro con i testi curati dal newyorkese David Sokol.

Anton Radevski è un autore di altri eccezionali libri pop-up tra cui la storia dell’architettura in 3D.

David Sokol invece è scrittore e si occupa prevalentemente di architettura.
Il libro offre un vero tour visivo e artistico dal XIX secolo ai giorni nostri attraverso i più importanti capolavori dell'architettura contemporanea e delle "archi-star" del presente: dal Crystal Palace di Londra al ponte di Brooklyn, dalla Tour Eiffel al Flatiron e a Villa Savoye di Le Corbusier, dalla Sydney Opera House al Museo Guggenheim di Bilbao alla Tate Modern e al grattacielo "a vela" di Dubai.

E poi c’è chi pensa che il 3D l'hanno inventato nel XXI secolo. 

Please reload

Post in evidenza

Lo dico a voi… ma che resti tra noi. 😉
Avevamo programmato di iniziare a divulgare il blog di pAint us sui canali social non prima di lunedì.
(La dat...

Here we are.

February 4, 2017

1/1
Please reload

Post recenti

October 26, 2018

June 6, 2018