Jingle Bells: le campane (ammalianti) di un jingle

 


In un prodotto quanto conta il “brand”? E quanto il logo?

Tutto direte. Ma immaginate cosa sarebbe un film senza colonna sonora.

Provate a guardare “Fantasia” di Walt Disney col volume azzerato.

E uno spot senza un jingle?

Un jingle, alla fine risulta molto più incisivo dello slogan (su cui i copywriters hanno speso ore, energia e …neuroni), perfettamente modellato sul marchio fino a farne parte integrante!

La musica ci aiuta ad associare parole o idee a emozioni e rappresenta uno strumento sempre più utilizzato in chiave di comunicazione pubblicitaria e spot televisivi.

Per quanti erano adolescenti nei lontani anni ’80, basterà sentire «Vorrei cantare insieme a voi…»  per immaginare subito una nota bibita gassata (quella che riuscì perfino a far tingere di rosso il giaccone di Babbo Natale, che prima era verde!). Oppure ascoltate le prime note di «Hymne» di Vangelis (siamo sempre negli anni ’80!) e penserete ad un bel piatto di spaghetti.

La musica, se opportunamente scelta, può raggiungere qualsiasi pubblico.

Potere del jingle.

La musica nella pubblicità ha lo scopo di enfatizzare ciò che viene detto nello spot e quindi svolge un’ importante funzione che va analizzata e compresa. «Spesso si guarda la tv in maniera distratta: la si accende e si fa altro. Così le immagini possono perdersi, ma alla musica non si scappa». Parola di Gavino Sanna, che non ha bisogno di spiegazioni.

 

Vari musicologi hanno evidenziato l’importanza del codice musicale nella creazione del messaggio pubblicitario. Attraverso i suoni,dunque, l’immagine e il nome del prodotto si fissano nella memoria ottenendo così quel risultato che la pubblicità si propone.

 

La musica può mettere in evidenza la marca o il prodotto o proporre atmosfere e sensazioni per suscitare l’associazione emozionale e percettiva dello spettatore

 

Il jingle arriva prima delle parole grazie alla sua capacita di imprimersi nella mente dello spettatore, già dopo il primo ascolto può svolgere una funzione di richiamo dell’attenzione,e di stimolazione dell’interesse. E per un video di 30” è essenziale.

 

Che alla gente restino impresse le musiche usate negli spot, lo conferma il fatto che ogni qual volta sentiamo un brano musicale di cui non si conosce il titolo, l’autore e a volte neppure l’interprete, lo identifichiamo come «la musica della pubblicità del…».

Si ottiene un effetto straordinario di generare un richiamo al prodotto senza bisogno di ricorrere a molti spazi a pagamento sui media.

Sono le stazioni radiofoniche, le emittenti televisive che, programmando liberamente un brano già utilizzato all’interno di uno spot, assicurano in un qualche modo il collegamento mentale dell’ascoltatore con il prodotto visto nella pubblicità, garantendo (con una sorta di meccanismo subconscio e subliminale!) il successo dello spot in cui è contenuta.

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