Presi dal rossore!

20/04/2017

Ieri sera sono stato in un pub storico della mia città natale, uno di quelli che a Milano si fa fatica a trovare per la tipologia mastodontica dei panini, per le porzioni esagerate di patatine fritte e per la birra locale non filtrata che più che da bere è da mangiare essa stessa.


Insomma, dopo lo sforzo mandibolare teso ad aprire la bocca oltre ogni normale estensione per riuscire a mordere in una sola volta tutti gli ingredienti stratificati del paninazzo, dopo lo spostamento degli organi interni a vantaggio della straordinaria capienza richiesta allo stomaco per la circostanza, dopo l’imbrattamento e lo sbrodolamento di salse su mani e viso (somma attenzione perché non decorassero di nuove fantasie la camicia e gli altri indumenti), dopo una nottata passata nell’onirica fuga da mostri simili a giganteschi panini in stile Pacman, oltre al mal di pancia, mi rimane l’interrogativo di cosa mi abbia spinto a rivivere questa esperienza che da ragazzo trovavo esaltante.


Mi sbaglierò (forse anche per le tossine alimentari residue che affaticano i miei neuroni) ma credo che si tratti di abbandono all’istinto primordiale animale.


Le cose sono andate così, siamo passati davanti al locale, l’insegna bordata d’un neon rosso ha aperto i cassettini della memoria generando nella mente l’immagine della carne rossa, succulenta, del ketchup rosso che colava, del pomodoro rosso… tutto rosso.

Dal ricordo alla proiezione futura: mi sono visto addentare un hamburger (i vegani perdonino queste mie malsane inclinazioni) e ne ho provato un preventivo piacere.

 

Perché il colore rosso questo fa!

 

Al di là delle codifiche culturali, il rosso è il primo colore captato dal cervello, nel bene e nel male… il messaggio è questo: devo farlo e devo farlo subito.


Il colore dell’istinto, insomma.

Il colore che richiama quei meccanismi primordiali che sovrintendono la conservazione personale e la conservazione della specie.


Lo sanno bene le aziende che fanno del food e dell’eros il proprio business.

Piacere e dolore.


 

“Like passion”, come diceva un fotografo di moda, londinese, che incrociai anni fa.


Ecco, a proposito di moda, di fotografia e di “appetiti rossi”, avete visto o sentito parlare della nuova campagna pubblicitaria dei due stilisti Mike Eckhaus e Zoe Latta fatta in collaborazione con il fotografo Heji Shin?


Certamente una delle campagne più controverse e scandalose degli ultimi anni…

...nemmeno Oliviero Toscani osò osare tanto!


 

Eh sì, per la collezione della primavera 2017, eccovi serviti una serie di scatti ritraenti coppie di giovani modelli, etero e omosessuali, in momenti di sesso reale, con pixelatura solo sugli organi genitali.


 

Lo so, siete delusi dal fatto che non pubblichiamo le appena menzionate immagini in questo articolo… guardatevele da soli, eccovi il link!


Noi non andiamo oltre, lasciando che siano altri a riempirsi la bocca.

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