...cosa faccio, lascio?

«Tutti commettono errori. È per questo che c’è una gomma per ogni matita» dice un saggio  proverbio giapponese.

E l’ambito della comunicazione creativa non è certo esente da errori…

Chi si ricorda quando l’Enel affidò una campagna pubblicitaria alla prestigiosa Saatchi & Saatchi per creare una serie di “storytelling” invitando gli utenti a condividere le proprie esperienze nella vita di tutti i giorni?

«Cerchiamo i #guerrieri del quotidiano» si leggeva negli spot tv e nei media.

«Quelle persone che -continuava il testo- tra mille difficoltà, stringono i denti e vanno sempre avanti. Che sia sul posto di lavoro, in famiglia, nel volontariato, che sia in risposta a una malattia o a un problema economico: i #guerrieri non mollano» promettendo ai cinque vincitori, una bicicletta elettrica. 

Quella campagna diventò un vero boomerang virale. Gli utenti si scatenarono sui social network con allusioni, contestazioni e prese in giro.

Ed i #guerrieri furono sconfitti.

 

Più recentemente un’emittente della tv satellitare in occasione di San Valentino inondò quotidiani e tv con i suoi auguri:  «Vi auguriamo un'amore che è tutto un programma».

Quello strafalcione grammaticale che, un tempo, sarebbe costato allo studente un segnaccio con la matita blu della maestra, ha scatenato l’ironia del popolo della rete: «Noi invece vi auguriamo un libro di grammatica», o «Bene: si è liberato un posto come social media manager a Real Time».

I responsabili, appigliandosi al "new gender style" hanno rigirato la frittata cercando di fare “free climbing” sugli specchi… ma restò un #epic fail.

Ammettiamolo, anche questo è un esame di “problem solving”…

 

 

Una catena di negozi di abbigliamento sportivo, poi alimentò il cliché più scontato che vede contrapposte cultura e attività fisica. «In campo non servono libri» era il pay-off apparso nei cartonati.

 

E che dire della campagna di e.on #odiamoglisprechi in cui lo storico palazzo Radetzky  di Milano è stato completamente rivestito di ghiaccio per simulare il congelamento causato da un condizionatore lasciato acceso per mesi da un inquilino distratto.

L’idea era della M&C Saatchi che esasperava quei piccoli sprechi che tutti facciamo ogni giorno.

Il competitor Edison pensò di adottare un instant marketing, che però si dimostrò un clamoroso autogol offrendo un ulteriore clamore a favore di e.on!

 

C'è chi, volendo pubblicizzare l’apertura del ristorante vegano la sera di Halloween, si cimentò con un calembour satirico un po' troppo "pulp" («Dolcetto o terremoto?»).

Peccato che proprio il 30 ottobre 2016 il centro Italia fu sconvolto da un violento sisma. Chissà se hanno pensato di cambiare il loro “brand” in «Cassandra restaurant»!

 

Però se ci pensiamo bene, talvolta gli errori son stati provvidenziali.

Ad esempio qualche errore di stampa ha fatto la fortuna degli appassionati di numismatica o di filatelia.

Un francobollo nato per celebrare Cristoforo Colombo lo ritraeva mentre scruta l'orizzonte con un cannocchiale. Peccato che quello strumento ottico era ben lontano dall’essere scoperto nel 1492.

E il famoso Gronchi Rosa? I confini del Perù non erano noti a chi disegnò il francobollo.

E infine, chi andrebbe a fare foto al campanile del Battistero in piazza dei Miracoli a Pisa se fosse stato costruito a regola d’arte e fosse ancora perfettamente diritto come un fuso?

 

 

Ora mi ricordo quando negli spot di una ditta di abbigliamento casual, confusero la missione "Apollo11" sulla Luna con il lancio dello Space Shuttle

Allora io pensai  “Mind the GAP”.

Strano che non ci abbiano pensato per ...metterci una toppa.

(nel caso, caro responsabile della GAP, io sono qui).

 

 

con affetto, Mangione. 

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