Ci apostrofano di ROSA!

04/05/2017

 

Oooh!

E mo’ mi girano perché inizia il Giro e a me del Giro…


 

Ma come, sto soggiornando da qualche settimana in Sardegna per sfuggire la confusione milanese e dedicarmi con calma a progetti di comunicazione locale… e cosa s’inventano?


Il Giro parte da Alghero e le strade isolane sono inaccessibili come l’ingresso dell’IKEA di Corsico, dalla tangenziale ovest di Milano, al sabato pomeriggio.

E che è, mi prendete in giro?
Oggi è il 5 Maggio e manco posso dire "Ei fu" che sta appena iniziando!

Poi, orde di fanatici ti sbucano da ogni parte con improbabili paramenti rosa… a mazzetti, proprio… che gli strapperei i petali (leggasi bandierine) con lo stesso sentimento che da ragazzo caratterizzava il mio approccio alle declinazioni latine: rosa, rosæ, rosæ!



 

(Che poi, io non ho fatto il liceo… non ho studiato il latino… per la foga mi sono lasciato trasportare)

 



Come per la questione della maglia rosa.

Mica doveva essere rosa!



Forse avremmo avuto un Giro d’Italia verde.



Il colore della carta della Gazzetta dello Sport, infatti, quando questa era un periodico fresco fresco nato dalla fusione di due testate: “Il Ciclista” e “La Tripletta” (correva l’anno 1896), era verdolino.


Sì, verdoline le pagine che “lanciavano” le prime pedalate agonistiche nel percorso Milano-Monza-Lecco-Erba.


 

Va beh, poi, la leggenda vuole che a qualcuno sia venuto in mente di cambiare colore della carta… fu bianca solo un mese… e “finalmente” dal 2 gennaio 1899 il rosa si impose come colore simbolo distintivo del giornale.


 

Molti si divertono raccontando che sia stato un errore (forse preferivano il giallognolo)… e, aprioristicamente, io sono un sostenitore di questa versione.



 

Così, da allora, per ragioni di sponsor, anche la maglia per il corridore con il miglior tempo (leader della classifica generale) si tinge di rosa.

 

ROSA.



 

Il colore delle femminucce, pensavo da bambino, intendendolo molle, debole, privo di carattere.



Non proprio quello indossato, bisogna riconoscerlo, dagli irriducibili ciclisti che danno prova di grande preparazione, capacità e resistenza atletiche, che in quest’ottica ce lo fanno rivalutare.


Con forza.



 

Perché, dai, il rosa, in realtà, sebbene sia identificato come il colore femminile per antonomasia (delicato e romantico, il colore preferito delle bambine), ha delle tonalità potenti.

La versione shock, ad esempio, diventa una tinta molto vibrante, audace e accattivante.



Quasi quasi mi persuado che il rosa, il colore della Barbie, sia il colore più forte della tavolozza.


Barbie, la bambola con più accessori al mondo: la macchina (tutto un parco auto), la casa in città, la casa al mare, la casa in montagna, la barca,… tutti rosa… tutti appartenuti a Ken... prima del divorzio: quel momento in cui si rese conto della forza dominante di questo colore.



 

ps: a 57 anni luce dalla terra, pare che la NASA abbia scoperto, di recente, un pianeta gassoso dalla superficie striata di rosa pallido, rosa magenta, rosa fucsia.

Io ho una mezza idea di come ci sia diventato così.

Guardate il video qui a sinistra.

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