FAB!

08/06/2017

Dopo anni di “milaneserie”, “milanesaggini” e “milanosofie”, da qualche mese mi sto calando nella “sardità” (per un progetto di cui vi parlerò più avanti).

Ho sostituito l’erbetta del parco di Trenno con la sabbia della spiaggia di Stintino, l’odore umano in metropolitana, ai primi caldi stagionali,  con l’odore di salsedine che intride, come il primo, ma tutt’altro che fastidiosamente, mezzi e ambienti.
E poi c’è il tema hawaiano delle camicie che si impone sul regimental delle cravatte, il lino e il cotone sul fresco lana, ecc. ecc.

L’altro pomeriggio, masticavo uno stecco di ghiacciolo spremendone gli ultimi sapori d’arancia, sul lungo mare di Alghero, senza troppi rimpianti del lungo strada di via Marghera e dei suoi gelati artigianali… per carità, buonissimi, molto più del ghiacciolo… ma il contesto era un altro, non paragonabile… quando i miei brainstorming furono interrotti dalla telefonata di un cliente milanese.

 

Prima ancora che un cliente è un caro amico.


Guido Giorgi.

Guido ha chiamato le proprie società accomunandole con un elemento costante:

la parola “FAB” (abbreviazione, slang di fabulous: favoloso, in italiano).

 

E quindi: Vacuum FAB srl, FAB Crea srl,… (www.vacuumfab.it)

Attività che lui trova favolose… e di fatto - porca miseria! -  riesce davvero a renderle tali (al di là del mio supporto pubblicitario) nonostante si occupi di ideare e commercializzare prodotti e soluzioni per il mercato della fredda ricerca scientifica.

 

Movimenti meccanici di precisione assoluta, tavoli antivibranti che caschi il mondo quelli non si muovono (!), ottica di precisione da far impallidire la donna bionica dei telefilm anni ‘80, e altre diavolerie che avrebbero fatto cambiare la sceneggiatura di “2001 odissea nello spazio” a Stanley Kubrick!

Insomma: FAB!
 

Così, mentre mordevo il mio stecco ormai rinsecchito e andavo al chiosco per acquistarne un altro, stavolta con sopra un cremino, pensavo a quei manager e piccoli imprenditori che vivono con tale passione le proprie attività, anche di nicchia, trasmettendo quel mood che non saprei definire diversamente che FAB io stesso… come queste pubblicità, postate nella pagina facebook di ADS of the World  e realizzate dall'agenzia londinese Isobel per la Nestlè, che vi mostro sotto e che rendono bene l’idea fin ora espressa.



Da creativo, lasciatemi dire, è più rinfrescante lavorare per aziende, anche piccole, che riescono a vedere il proprio mondo così: favoloso… e con questa visione comunicano al mercato la positività del “io ci credo ancora, non mollo!”

 

 

 

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