Il paese dello... spot levante!

Paese che vai… pubblicità che trovi.

Ad esempio, i francesi negli spot amano l’umorismo, le battute ad effetto e le freddure, gli yankees invece adorano (o abusano?) dei testimonials, ovvero celebrità del mondo del cinema o dello sport che decantano le proprietà di un prodotto (spesso senza alcun nesso con la loro “competenza”)…

Gli spot americani puntano sull’entertainment mentre quelli britannici  sono fortemente caratterizzati da un sottile umorismo (l’humour se non è british, che humour è?).

I tedeschi (indovinate un po’?) puntano sulla perfezione tecnica. Jawohl.

La cultura del Sol levante invece fa detestare uno stile comunicativo troppo diretto: lo percepiscono come irrispettoso, invadente e imbarazzante.

I giapponesi non amano i venditori loquaci e le eccessive argomentazioni. Ma anche loro non hanno ceduto al fascino del testimonial, meglio se USA.

Quest’idea ha dato anche spunto ad un film. “Lost in traslation”, il film diretto da Sofia Coppola che inizia sul fondoschiena di Scarlet Johanson narra la storia di un Bill Murray, ormai a fine carriera, che viene ingaggiato come testimonial pubblicitario da una ditta giapponese di whisky.
Il film poi prende tutt’altra piega, ma la figura dell’attore famoso occidentale che va dall’altra parte del mondo a girare spot non è un’invenzione della sceneggiatura.

È dai primi anni '80 che molte celebrità scelgono il Giappone per associare il loro volto ad un prodotto: ed essendo un luogo distante era una ghiotta occasione per garantirsi un’entrata extra …senza necessariamente rovinarsi la reputazione, poiché allora molti ritenevano riduttivo, svilente e controproducente per la loro carriera fare il testimonial in uno spot.

Con l’avvento del web poi è diventato impossibile tener nascosta una simile performance lontano da casa.

 

Ma i tempi cambiano, le celebrità si fanno meno scrupoli, (pecunia non olet, tanto meno gli “yen”).
Leonardo Di Caprio  ha dimostrato di amare molto il Sol Levante già all’epoca del Titanic!

Hugh Jackman ci fa vedere che dietro agli artigli e alle basettone di Wolverine può nascondersi un attore di Broadway che decanta le proprietà di… una bibita al gusto di thè! Non ci sono i lupi mannari di una volta!

Jean Reno nel 1996 non ha faticato molto per la Honda: ha interpretato… se stesso.

E la stessa casa automobilistica  ha ingaggiato Eric Clapton.

Sylvester Stallone invece non rinuncia ad altre prelibatezze culinarie nipponiche...

Possiamo vedere anche il “nostro” Pierluigi Collina, inflessibile arbitro di calcio in competizioni mondiali, che si gode un piatto di Takoyaki (polpettine).

E qui c’è la genialità del regista che con trucco e luci fa diventare la testa di Collina un enorme Takoyaki (e Collina che parla in giapponese perfetto!).

Ben Stiller invece attorniato da una squadra di colossi e cheer leaders in campo da football Americano, non ha nemmeno fatto lo sforzo di imparare due frasi in giapponese. Si è fatto doppiare riuscendo solamente a sorridere (forse pensando al suo ingente cachet?)

Il compianto tenente Colombo, Peter Falk, diventa per il popolo giapponese un affabile barman costretto a servire un bicchiere di whisky niente meno che a Godzilla.

E ve l’immaginate voi il possente Jean-Claude van Damme che ci spiega perché solo quella determinata marca di chewing-gum sia capace di dargli la scossa? E nello spot dimostra che, in assenza di jeb e calci volanti, la recitazione non è da Oscar.

Bruce Willis travestito da Ghostbuster che irrompe inciampando nello spogliatoio durante l’intervallo di una partita di football e ricarica di energia una squadra un po’ giù di tono.

Arnold Schwarzenegger per invitarci al consumo di un energy-drink accetta di essere conciato in modo indegno e parla un giapponese fluente allo stesso modo in cui parla inglese. Questo è da Oscar.

Immaginate il campione Lionel Messi ricoperto di crema su tutto il viso! Lui che risponde a monosillabi anche dopo una strepitosa vittoria, in questo spot si lancia addirittura con un paio di frasi in giapponese. Potenza degli yen!

Ma, ora, che siamo qui soli a quattr’occhi, possiamo dire che noi in Italia abbiamo ben poco da dire.

 

L’apripista fu la star hollywoodiana, allora medico di E.R., George Clooney che snobbava un party dopo aver notato l’assenza della sua marca preferita di brut. Poi dopo i party si è dedicato al caffè, non disdegnando anche le linee veloci per la connessione internet.

Ma ancor prima ci fu Woody Allen che diresse uno spot per la Telecom Italia.

Nelle nostre tv abbiamo visto anche Kevin Costner dopo aver ballato coi lupi, si ferma a mangiare un po’di  tonno in riva al mare, Owen Wilson, biondo come un famoso "analcolico".

Abbiamo visto poi Zorro parlare con le galline.

 Julia Robert poi si divide tra un profumo passeggiando per Firenze, un caffè posando come la Venere di Botticelli (1.200.000€ per un sorriso!) e ... nel tempo libero aiutando in una boutique di collant.

E “il Laureato” Dustin Hoffman che da lezioni di caffè?

Uma Thurman poi ipnotizza con una proposta apparentemente “hard” un timido ragazzo offrendo un gioco di sguardi e …un bicchiere d’acqua tonica.
E chi scorda poi Bruce Willis alla eterna ricerca di connessione veloce?

E poi Charlize Theron, diventata è partita da un abito che si scuciva mostrando il suo "lato B" ed ora interpreta se stessa per un profumo…
Che dire? Tutto il mondo è paese!

Please reload

Post in evidenza

Lo dico a voi… ma che resti tra noi. 😉
Avevamo programmato di iniziare a divulgare il blog di pAint us sui canali social non prima di lunedì.
(La dat...

Here we are.

February 4, 2017

1/1
Please reload

Post recenti

October 26, 2018