Un hamburger val bene la libertà

 

Nella mente di ogni creativo c’è una sola domanda che –come una pallina di un flipper– fa accendere le sinapsi zigzagando tra i neuroni: «come stupire il cliente!». Carezza o ceffone?

Ultimamente i creativi hanno forse un wrestler trattenuto a forza nelle maglie della propria anima.

In Italia abbiamo dato con l’asteroide del Buondì Motta che stermina la mammina titubante sulla leggerezza della brioche, in Svezia dalla IKEA hanno risposto con la pagina sui magazine con un test di gravidanza che invitava le signore a urinarci sopra per …pubblicizzare una culla per bambini.

Ora arriva la Burger King con un bel jeb in pieno plesso soalre.

In una “Death Row” un carrello con una “cloche” da ristorante si ferma davanti alla cella del condannato a morte in attesa di essere giustiziato.

 «Il tuo ultimo pasto!» annuncia glaciale.
Certo, un conto è un asteroide o la pipì, altro è un’esecuzione capitale che secondo alcuni è un tema incompatibile per essere coniugato con l’umorismo.

Lo spot continua oltre con una sedia elettrica che viene preparata per l'uso.

Sotto la campana per cibi, c’è un Whopper con patatine fritte. 

Ed un'altra guardia osserva il pasto con desiderio e tentazione.
La scena dello spot prosegue e ci lascia esterrefatti.

Infatti notiamo che la guardia nella scena successiva diventa volontariamente la prigioniera e come ricompensa può sgranocchiare quel hamburger (mentre il condannato, riconoscibile dal tatuaggio sotto l’occhio, scappa sghignazzante, sull’auto della polizia!).

L’onda di stupore si è sollevata perché lo spot in questione è stato mandato in onda proprio in Francia, dove la pena di morte è stata abolita da qualche decennio.

 

Noi in Italia abbiamo già visto la pubblicità varcare il braccio della morte, quando Oliviero Toscani (e chi altri?) ambientò una pubblicità per la Benetton del 2000 in una prigione di stato del Missouri. 


E così, dopo «Parigi val bene una messa», quando Enrico di Navarra pur di salire sul trono di Francia si convertì al cattolicesimo, ora potremo affermare che «uno Whopper val bene la libertà»?

E ritornando alla pallina del flipper della premessa, ora ne stiamo parlando possiamo quindi dire che il creativo ha fatto …jackpot!

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