Chi ha fatto 30 può fare 31

22/05/2018

Il titolo potrebbe sembrare una faciloneria umoristica fine a se stessa.

Proverò a convincervi del contrario.

Il modo di dire "chi ha fatto trenta può fare trentuno” deriva da una frase attribuita a Papa Leone X.
Nel concistoro del 1 Luglio 1517, nominò in un sol colpo trenta nuovi cardinali… anzi trentuno!

Infatti, dopo aver già annunciato le nomine dei trenta, si rese conto di aver escluso un religioso del quale aveva la massima stima e decise di aggiungerlo in estemporanea.

A coloro che si meravigliarono della modifica in corso d'opera, rispose proprio:
"chi ha fatto trenta può fare trentuno”.

Eccoci, perciò, nel campo delle nomine… “nomination”, diremmo oggi.


O meglio, l'altro ieri, 21 maggio 2018: al 31° GrandPrix della Pubblicità.
(Milano, Teatro Nazionale - Link: http://www.grandprixadvertisingstrategies.com/)

In questo articolo non intendo fare un riassuntazzo della seratona magistralmente condotta da Piero Chiambretti (senza il quale avremmo assistito al più grande suicidio di massa per noia) e dalla brillante Cristina Chiabotto.
O fare una analisi dell’evidentissima evoluzione della pubblicità, della comunicazione, dei media, che merita una meditazione più seria, dedicata e approfondita.
O una valutazione sull’applicazione implementata all'uopo per far votare il pubblico in sala attraverso i propri smartphone (ma avrà funzionato davvero?).
O un giudizio personale sulle campagne in gara… mi scappa, però, di dire che non so spiegarmi con quale criterio il vincitore, Fiat Chrysler Automobiles, abbia ottenuto il massimo riconoscimento per il suo “Tribute to 500”.
Per carità, lavoro pregevole, ma non di più, a mio personalissimo avviso - bene inteso - Heineken Italia - Ichnusa con ‘Anima Sarda’ (secondo posto) e Diesel con ‘DEISEL - Go with the fake’ (terzo posto) meritavano entrambe un gradino più su.


Vabbè, me ne farò una ragione.


Quello di cui, invece, stento a farmi una ragione è quanto nel merito di un’impressione che ho avuto live durante la premiazione.

Il momento era sulle battute finali, l’attribuzione del premio riconosciuto dal New York Festival (partnership di prestigio consolidata ormai da due decadi) e che anticipava la super premiazione finale tanto attesa dal pubblico stremato.


Per inciso, la sala andava svuotandosi alla chetichella già dalle premiazioni delle campagne radiofoniche.
Ma io, stoicamente, mi sono detto: no, ho fatto trenta…

Chiuso l’inciso, Pierino Chiambretti annuncia il vincitore del suddetto “pre-premio” (come l'ho battezzato io).
"...and the winner is: Diesel with DEISEL - Go to the fake" *.

Sì, ci sta, assolutamente.

Applausi.


Poi, la Chiabotto ferma tutti e annuncia un ex aequo (che non so manco come si scrive tanto ripugno il concetto) sorprendendo conduttore e delegato statunitense del Festival newyorkese.

Ma come - dico io - un ex aequo non dovrebbe essere una sorpresa spiazzante.

Che non lo sapeva il giudice americano che nel suo Festival avevano vinto in due, a pari merito?
Boh, ma solo io ho avuto questa impressione?

Così risulta che Diesel divide il premio con Fiat Chrysler Automobiles…
...o meglio: con la 500!
Ognuno sia libero di pensarla come gli pare, per me, che magari ho avuto le traveggole, in extremis (questo sì che so come si scrive) è accaduto che qualche “pontefice” abbia fatto... TRENTUNO!


Amen!

 

 

 


* "Go to the fake", profetico!


 

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