BLOG OR TREAT?

 

 

Provate a chiedere in questi giorni ad un ragazzo, che cosa si festeggi alla fine di ottobre/inizio di novembre!

La risposta sarà corale: H-A-L-L-O-W-E-E-N!!

(…e passi che in alcune regioni, i più anziani di noi festeggiavano egualmente andando per le case dei paesi per chiedere dolcetti!).


Esteròfili come siamo, abbiamo importato ad occhi chiusi tradizioni straniere perché… sono più trendy.

Fu così che nel nostro paese da qualche lustro ha avuto una diffusione virale la festa di Halloween,  che –complice il marketing– si è trasformato in “carnevale d’autunno”.

Travestimenti, maschere, scheletri e scherzi sono gli elementi di questa ricorrenza che affascinano grandi e bambini.

Tutta colpa di “JACK O’LANTERN”, un vecchio fattore che, avendo peccato così tanto, neanche il diavolo lo volle e allora intagliò una zucca e iniziò a vagare per il mondo in cerca di un posto dove stare. Ecco il significato della zucca intagliata. (e se volete divertirvi… chiedete a chi festeggia l’origine della zucca vuota!).

E secondo voi, il mondo della comunicazione poteva lasciarsi sfuggire quest’occasione ghiotta?

Si sa quanto i brand amino gli appuntamenti periodici come le festività: quale migliore occasione, quindi, per produrre contenuti creativi e …spaventosamente collegati a questa occasione in un turbinio di fantasmi, streghe e lupi mannari.

Una citazione merita la Pepsi.

Qualche anno fa ha stupito tutti con una campagna davvero geniale che, partendo dal tema legato ad “Halloween” s’è voluta togliere qualche sassolino dalla …lattina, portando avanti l’ennesimo capitolo della saga “Pepsi vs. Coke”.

E fu così che –nel 2013– lanciò «We wish you a scary Halloween».

Nell’immagine, giocando sul fatto che ad Halloween si scelgono travestimenti spaventosi, capeggiava una lattina di Pepsi travestita da Coca-Cola (per la Pepsi, è sempre una strega brutta e spaventosa!)

Con questa campagna pubblicitaria la Pepsi attirò un’attenzione incredibile da parte dei media. Oggi diremo che quella campagna fu virale… ma allora quest’aggettivo era ancora legato al ceppo dell’influenza.

Poteva la Coca–Cola non raccogliere l’occasione per una risposta ufficiale?

Certo che no.

Ecco allora «Everybody wants to be a hero!» dove i creativi ad Atlanta non si limitano a rispondere ma rilanciano e giocano sulla propria eccellenza.

Infatti a differenza della pubblicità di Pepsi, non puntano a denigrare il competitor, bensì a riconfermare la supremazia sul mercato.

Risultato: il semplice tocco di un copy modifica completamente il messaggio, lasciando la stessa immagine, sottolineando che la lattina sembra proprio vestita da Superman!

Pepsi – Coca-Cola: 0-1

Più complesso e articolato lo spot della Nike che riesce ad incastrare perfettamente il tipico tema “dark” di Halloween con uno storytelling ispirato al film “Scream”.

La protagonista è perseguitata da un killer. Che può fare? Correre, ovvio! 

«Run for your life» è infatti la frase ad effetto...

Ma con un paio di scarpe Nike, riesci anche a seminare il killer. E «You’ll live longer»

Nel 2014 la catena svedese IKEA per Halloween, idea un video per il mercato di Singapore che ricalca “Shining” il capolavoro dell'horror di Stanley Kubrick con il bambino che scorrazza tra gli stands del magazzino col suo triciclo rosso…

Kubrick non avrebbe saputo fare di meglio.

 


 

E Samara, la protagonista di The Ring ha trovato lavoro per Halloween come promoter per “Phones 4Y”. Non potrete rifiutare il suo invito

 

 

Ma Halloween è una festa nata per i bambini che ne sanno una più di… Halloween. Anche la Snickers lo sa… e ingaggia una minacciosa signora che “consiglia” di riempire il proprio carrello proprio di praline Snickers.
Ma chi si nasconde sotto?

 

Infine in questa brevissima rassegna di spot “horror” troviamo la Volkswagen. La seria e altera fabbrica di auto teutonica che punta proprio sulla nomea di persone rigide e poco inclini al sense of humour che hanno i tetezki.

Ed ecco allora una serie di auto che –nei film horror– non riescono a partire.

Per poi invitare nel pay-off finale a chiedersi come mai nei film horror non ci siano mai auto Volkswagen.

 

 

...ed ora scegliete voi: blog or treat?

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